Caffè verde: il chicco che fa ripartire il metabolismo

 caffe-verde-proprieta-2Cos’è il Caffè verde? A differenza di quanto si potrebbe pensare, il caffè verde non è il risultato di uno strano “intruglio” o di una composizione di caffè atipica o inusuale. Esso non è altro che una miscela di varietà di caffè classiche, ma è crudo, cioè non ha subito il processo di torrefazione: ciò fa sì che i chicchi di caffè verde mantengano il loro originario e (va detto) così originale colore verde anziché essere marroni come siamo abituati a vederli. Il colore non è l’unico aspetto che differenzia il caffe verde dal caffè classico, in quanto la mancata torrefazione modifica molte proprietà del seme. Innanzitutto, cambia sia la quantità che la qualità della caffeina. Nel caffè verde, infatti, essa è presente in minore quantità e non libera, bensì legata all’acido clorogenico (un antiossidante). Cosa comporta questo? Fa sì che la caffeina contenuta nel caffè verde venga assorbita più lentamente rispetto alla classica tazzina, ma rimanga in circolo anche per tempi più lunghi.

Il caffè verde crudo, dunque,  contiene MENO caffeina (ed in forma legata all’acido clorogenico, originando il clorogenato) rispetto al caffè tostato. La forma chimica e complessa della caffeina contenuta nel caffè verde crudo ne riduce i tempi di assorbimento, dilazionandone la concentrazione ematica in maniera progressiva.

Pare che, in virtù di quest’ultima caratteristica, il caffè verde crudo risulti più indicato nella dieta dei soggetti iper-sensibili alla caffeina. In sintesi, il caffè verde crudo si avvale di:

  • Un assorbimento più lento
  • Una metabolizzazione ed uno smaltimento meno efficaci, con maggior emivita della molecola
  • Minori effetti collaterali.

L’efficacia del caffè verde è dovuta ad un mix di principi attivi che stimolano il metabolismo dei grassi e riducono l’assorbimento degli zuccheri. Insieme a minerali, vitamine del gruppo B, acido tannico e altre sostanze utili al nostro corpo, i suoi chicchi contengono acido clorogenico (5-10%) in quantità nettamente maggiori rispetto a quelli del caffè torrefatto (1-5%).Questa molecola ha riscosso particolare interesse in campo nutrizionale ed è stata studiata per le sue spiccate proprietà antiossidanti, antibatteriche e antivirali.

Esistono anche altri studi, condotti su animali, in vitro e sull’uomo, che dimostrano come l’acido clorogenico sia efficace nel velocizzare il metabolismo, accelerando il naturale processo con cui il nostro organismo brucia i grassi. Inoltre, questa preziosa sostanza è in grado di diminuire l’assorbimento degli zuccheri da parte dell’intestino, rallentando così il rilascio di glucosio nel sangue con effetti positivi sulle persone che soffrono di diabete di tipo 2. Il caffè verde batte il caffè tostato anche per un altro importante motivo: contiene una dose minore di caffeina, ma la rilascia nell’organismo in modo più graduale e costante. In questo modo si può godere dei benefici della caffeina (aumento dell’attenzione, vitalità, resistenza, ecc.) più a lungo e senza picchi dannosi. Da non sottovalutare, poi, il fatto che il ph del caffè verde è meno acido di quello torrefatto, quindi è meno lesivo per le mucose gastriche.

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